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ATTIVITÀ FISICA, ATTENZIONE AL RISCHIO CRAMPI

January 16, 2019

 



L’attività fisica può nascondere un’insidia: i crampi muscolari. Sebbene questi possano sorgere anche da inattivi, basti pensare a quelli che si verificano di notte, è frequente la loro comparsa quando si fa sport. Ad esempio quando si è stati fermi per un po’ di tempo e poi si torna in movimento.

Sono i cosiddetti “crampi da fatica” che possono colpire chi è fuori allenamento e si dedica all’attività fisica.

I crampi sono una contrazione involontaria e anche piuttosto intensa. È questo il crampo, o spasmo muscolare, che può interessare sia un solo muscolo, anche parzialmente, sia diversi muscoli. Più di frequente sono colpiti il polpaccio, i muscoli delle cosce, ovvero i quadricipiti e i flessori, ma anche quelli delle mani e dei piedi, delle braccia come i tricipiti e dell’addome.

Un crampo può essere anche piuttosto doloroso. Il muscolo può apparire deformato o più rigido al tatto. Può durare pochi secondi o qualche minuto e ricorrere più volte nell’arco di un match o di un allenamento; l’indolenzimento muscolare può protrarsi per diversi giorni.

In alcune condizioni è più probabile che insorgano i crampi: la loro genesi non è facilmente riconducibile a qualcosa di certo tuttavia la disidratazione, con una riduzione dei sali minerali importanti per l’organismo come potassio e magnesio, l’insufficiente stretching prima dell’attività fisica, la fatica e lo scarso livello di attività sono tutti elementi correlati alla comparsa dei crampi.

Riguardo l’attività sportiva, tanto ricreativa quanto amatoriale o professionistica, l’insorgenza di un crampo è associata alla durata e all’intensità dell’esercizio fisico. Ad esempio la corsa su lunghe distanze o una partita di tennis che dura molte ore possono favorire i crampi muscolari. 

Quando si avvertono i crampi è fondamentale lo stretching. 

Questo funziona in particolare come terapia oltre che come azione preventiva durante il riscaldamento per attivare la muscolatura. Con lo stretching si esercita infatti un’azione di tipo meccanico per stirare il muscolo contratto. Per rimanere in ambito calcistico, è ciò che fanno i calciatori quando sollevano e stendono le gambe a compagni di squadra o avversari in preda ai crampi, “spingendo” il piede verso il ginocchio.

Contro i crampi è importante mantenere un livello adeguato di idratazione soprattutto se l’attività fisica è intensa e duratura; è sufficiente bere acqua o ricorrere agli integratori. Altrettanto importante è fermarsi, dal momento che i crampi pregiudicano l’attività fisica, e riposarsi, anche solo un giorno e una notte. In questo modo si evita di andare incontro a una “recidiva”. L’applicazione di ghiaccio o di antinfiammatori a uso topico è invece poco efficace.

Dott. Piero Volpi - Responsabile di Ortopedia del Ginocchio e Traumatologia dello Sport di Humanitas e responsabile del settore medico dell’Inter

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