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IL DIABETE URBANO, UNA PANDEMIA CHE STA COLPENDO LE CITTÀ

November 14, 2018

 

Il “diabete urbano” è la nuova pandemia del millennio che sta colpendo le città. Due pazienti su tre vivono infatti nelle metropoli, dove la gente passa più tempo in macchina nel traffico che a camminare. Dove il cibo spazzatura (confezionato e ad alto contenuto calorico) è disponibile a tutte le ore e a ogni angolo della strada. Dove per i ritmi frenetici della vita e gli orari serrati di lavoro si salta il pranzo o si mangia un panino davanti al computer, e si cena troppo tardi (e in abbondanza, se la cena è l’unico pasto della giornata). 

Ecco perché la sfida contro questa malattia, nascosta ma potenzialmente letale, deve partire dalle città.

La medicina da sola non basta più. Abbiamo raggiunto alte capacità diagnostiche e terapeutiche ma senza l’aiuto delle amministrazioni comunali, degli urbanisti e degli psicologi non riusciremo mai a ridurre il diabete. 

Nelle città ci sono disuguaglianze di salute tra il centro e la periferia. A Roma, nei quartieri centrali, più benestanti, la prevalenza di diabetici è del 5,8 per cento mentre nelle zone periferiche, più disagiate, del 7,2, perché si predilige il junk food che costa meno. 

Ma non è solo un problema di tasche e di cultura alimentare. Anche di movimento. Lo dimostra un recente studio sulle diseguaglianze spaziali di salute. Una persona che vive in periferia è più soggetta al diabete perché usa più spesso l’auto privata per recarsi al lavoro, avendo pochi mezzi pubblici a disposizione, e perché impianti sportivi e spazi verdi per l’attività fisica sono carenti.

Nel mondo si stima che ci siano 425 milioni di diabetici, che saliranno a 629 milioni entro il 2045. In Italia se ne contano 4 milioni. Più un altro milione che ignora di esserlo. Numeri che sono raddoppiati rispetto a 20 anni fa.

La politica, finora in silenzio, sta finalmente aprendo gli occhi. I primi di ottobre è stato costituto l’intergruppo parlamentare “Qualità di vita nelle città”. E in occasione della Giornata mondiale del diabete (14 novembre) verrà ribadita la sua missione. Raccogliere, selezionare e accelerare l’approvazione delle proposte di legge già depositate per la prevenzione dell’obesità e del diabete nelle città.

La causa principale del diabete 2 è l’obesità. Una delle azioni per contrastarla è la sugar tax, proposta anche per l’Italia, e sostenuta dalla Società italiana di diabetologia (Sid).

Ma la pericolosità del diabete tra la gente è ancora sottovalutata. Si tende erroneamente a considerarla una patologia benigna; in realtà in Italia uccide più del cancro. 

La glicemia alta per periodi prolungati favorisce l’ossidazione e l’occlusione delle arterie facendo aumentare il rischio di malattie cardiovascolari che sono la prima causa di morte. Con dei costi pazzeschi per il Ssn.

Per curare un paziente diabetico si spendono in media 2900 euro l’anno contro i 1300 di un soggetto non diabetico. E i ricoveri sono il doppio.

ILFATTOQUOTIDIANO.it

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