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10.000 PASSI AL GIORNO È UNA MISURA ARBITRARIA

October 24, 2018

 

In Giappone nel 1965 un’azienda locale, la Yamasa, lancia sul mercato il primo pedometro indossabile, decidendo, con un’astuta mossa di marketing, di chiamarlo manpo-kei, o “contatore dei 10mila passi”.

Di scientifico nella scelta vi è ben poco, ma presto si trasforma in un mito di portata internazionale.

In quel periodo, il dottor Hatano lavorava all’università di Kyushu, e con il suo team stava cercando di trovare una soluzione all’ondata di obesità che si era abbattuta sul paese. Decise di verificare quanti passi compiessero in media i suoi concittadini nell’arco di una giornata, e di provare a quantificare quanti ne servissero per raggiungere un livello di attività fisica ottimale. Con i suoi calcoli, Hatano stabilì che in media un giapponese sedentario faceva circa 1.000/3.500 passi al giorno; mentre un appassionato di camminata compiva circa 8.500 passi durante i suoi 70 minuti medi di camminata giornaliera, per un totale compreso tra i 9.500 e i 12 mila passi al giorno. Perfettamente in linea con la previsione involontaria fatta dalla Yamasa per il lancio del manpo-kei.

10mila passi al giorno sembravano effettivamente la giusta media per considerarsi una persona attiva.

Il mito dei 10mila passi iniziò velocemente a diffondersi in tutto il mondo, spinto dall’entusiasmo dei media, e dalla diffusione dei contapassi tra gli appassionati di fitness. 

Presto, istituzioni blasonate come l’Oms, l’American Heart Foundation si trovarono a sponsorizzarlo.

Non tutti concordavano, ovviamente, ma il mito continuò a diffondersi indisturbato.

Tutto filava liscio, insomma, ma l’insoddisfazione tra gli esperti continuava a crescere silenziosamente. Fino ad esplodere all’inizio di quest’anno, complice un intervento di Mike Brannan, il responsabile delle ricerche sull’attività fisica di Public Health England (agenzia per la promozione della salute del Regno Unito) che ha contribuito a portare alla luce i reali dubbi della comunità scientifica, dichiarando pubblicamente sui media inglesi che “Non esistono linee guida mediche che supportino queste indicazioni”. 

Non tutti i passi sono uguali. Il motivo per cui è scorretto raccomandare 10mila passi al giorno è proprio questo: è una misura arbitraria, quasi certamente utile per qualcuno, ma altrettanto probabilmente non adatta a tutti, perché, il numero di passi fatti in una giornata in realtà non ha un collegamento diretto, e univoco, con i consumi metabolici di chi li ha compiuti. 

Secondo l’Oms gli adulti sotto i 64 anni dovrebbero svolgere almeno 150 minuti a settimana di attività aerobica moderata. L’equivalente di 30 minuti al giorno, da portare a termine in sessioni di almeno 10 minuti consecutivi. Per essere definita moderata, inoltre, l’attività fisica deve essere compresa tra 3 e 6 mets (portare cioè a un consumo calorico che sia almeno il triplo e non più di 6 volte quello che si ha da fermi), e in termini di camminata questo vuol dire un ritmo di almeno 100 passi al minuto. 

Quel che importa in termini di salute sono il consumo calorico e il ritmo cardiaco raggiunti dall’organismo, e non il numero assoluto di passi. 

WIRED.IT

 

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