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PRIMA E DOPO LA CAMMINATA: RISCALDAMENTO E DEFATICAMENTO

September 28, 2018

 

Riscaldamento e defaticamento sono le fasi dell’attività sportiva che tutti i manuali e i preparatori atletici raccomandano… e che gran parte dei praticanti di qualsiasi sport evitano di fare!

È un po’ una questione di pigrizia e un po’ una mancanza di tempo: è già così difficile ritagliarsi un momento da dedicare alla propria attività preferita che, se uno dovesse star lì a riscaldarsi e a defaticare, alla fine rischierebbe di fare solo quello.

A pensarci bene poi, non si tratta di una condanna alla pena capitale: il tutto si risolve in una decina di minuti prima e dopo la camminata, un paio di ritagli di tempo ben speso, se si pensa che i risultati sono un minore affaticamento, minor rischio di traumi e niente crampi e gambe di legno nei giorni successivi.

Alla partenza delle camminate di solito ci si arriva dopo un periodo di tempo nel quale il nostro corpo è rimasto sostanzialmente inattivo, magari costretto a stare fermo in una stessa posizione.

Queste sono le condizioni in cui il metabolismo si mette in modalità “risparmio energetico”: il battito cardiaco rallenta, la temperatura delle zone periferiche (gambe e braccia) diminuisce e così anche l’afflusso di sangue verso i muscoli e le articolazioni.

Non si fa fatica a capire come passare immediatamente dalla fase “stand by” a quella di lavoro intenso non sia cosa buona e giusto.

Prima di richiedere ai nostri muscoli una prestazione elevata dobbiamo fare in modo che possano attingere a una quantità sufficiente di sangue e ossigeno. Prima di sottoporre le nostre articolazioni e i tendini a carichi, trazioni e piegamenti dobbiamo riscaldarle e renderle “fluide” e flessibili.

Un primo, fondamentale, accorgimento è quello di iniziare la camminata con un ritmo blando, per dare il tempo al nostro corpo di adeguarsi alle nuove richieste.

Alla fine delle camminate non si vede l’ora di arrivare, togliersi le scarpe e appoggiare il sedere da qualche parte!

Con queste sensazioni e questi pensieri in testa, spesso, nelle fasi conclusive, si ha solo fetta di arrivare e il ritmo della camminata, involontariamente, tende ad aumentare.

Se poi, una volta giunti a destinazione, mettiamo in atto i nostri propositi e ci lasciamo cadere sulla prima panca che troviamo, il patatrac è completo: il movimento si arresta improvvisamente, i muscoli “surriscaldati” tendono a rimanere contratti e ben inzuppati di acido lattico, le articolazioni affaticate e compresse dalla lunga sollecitazione.

Un disastro, con connessi probabili crampi vari, irrigidimenti e indolenzimenti almeno per le 48 ore successive.

Ecco, il defaticamento serve a evitare, o quanto meno a limitare ampiamente, tutto questo!

TREKKING.IT

 

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