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CITTÀ KILLER: SUL BANCO DEGLI IMPUTATI C’È SOPRATTUTTO L’INATTIVITÀ FISICA

August 1, 2018

Vivere in città fa male. La colpa? È degli stili di vita scorretti legati all’urbanizzazione. Sono proprio loro, infatti, tra i principali responsabili dei due terzi delle malattie che si registrano nelle città.

Inquinamento atmosferico, inattività fisica, comportamenti individuali poco salutari stanno lentamente mettendo a rischio la salute delle persone che abitano in contesti urbani. A rappresentare la principale causa di morte – secondo gli esperti – sono le malattie cardiovascolari che assieme a tumori, diabete e disturbi respiratori cronici costituiscono oggi il principale rischio per la salute e lo sviluppo umano.

L’ambiente creato dall’urbanizzazione ha un forte impatto sulla salute dei cittadini. I dati che abbiamo a disposizione indicano che solo un terzo del problema sia legato all’inquinamento atmosferico; ben due terzi è correlato a comportamenti individuali che spesso lo stile di vita cittadino porta ad adottare e che mettono in serio pericolo la salute.

Sul banco degli imputati c’è soprattutto l’inattività fisica, colpevole di 3,2 milioni di morti ogni anno. Non solo. Da un’analisi dell’impatto sui sistemi sanitari in termini economici è emerso che la mancanza di sport e uno stile di vita sedentario sono costati oltre 37 milioni di dollari nel 2013, tra spese sanitarie e perdita di produttività, il diabete è stato responsabile di un aumento della spesa sanitaria da 612 a oltre 1.000 miliardi di dollari negli ultimi 10 anni e l’inquinamento atmosferico ha avuto un impatto sulla spesa sanitaria di 21 miliardi di dollari nel 2015.

Malattie come il diabete e l’obesità, responsabili anche di un aumento del rischio cardiovascolare, costituiscono un serio problema per le città. Basti pensare al fatto che il 65% delle persone con diabete vive in ambiente urbano e ben il 44% di tutti i casi di diabete tipo 2 è attribuibile proprio all’obesità e al sovrappeso, malattie legate soprattutto agli stili di vita scorretti.

Questi dati sono ancora più preoccupanti se si considera che il rischio complessivo di morte prematura raddoppia ogni 5 punti di crescita dell’indice di massa corporea: una persona con diabete e sovrappeso ha quindi un rischio raddoppiato di morire entro 10 anni, rispetto a una persona con diabete di peso normale, e una persona con diabete e obesa addirittura un rischio quadruplicato. Per non parlare poi del fatto che quella che viene definita ‘diabesità’ è strettamente legata alla principale causa di morte in assoluto: le malattie cardiovascolari.

Il problema non può più essere sottovalutato, tanto più considerando la crescita costante della popolazione urbana mondiale, che ogni anno aumenta di circa 60 milioni di persone.

E le cose in futuro non andranno meglio. Secondo l’International Diabetes Federation nei prossimi 25 anni 3 persone con diabete su 4 vivranno nelle città. È tempo quindi sia di pensare diversamente la nostra vita e di cambiare i nostri comportamenti come cittadini ma anche fare in modo che i centri urbani siano più salutari.

VOGLIOVIVERECOSI.COM

 

 

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