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L’ATTIVITÀ FISICA È UN «FARMACO» INSOSTITUIBILE PER LA SALUTE DEL CUORE

June 13, 2018

Uno studio della John Hopkins University ha evidenziato come agli over 60 bastino 6 anni di regolare esercizio per ridurre di un terzo il rischio di insufficienza cardiaca

L’attività fisica fa bene in ogni fase della vita, ma praticarla per sei anni durante la mezza età basterebbe a ridurre di un terzo il rischio d'insufficienza cardiaca. Al contrario, ridurre al minimo l'esercizio fisico (o eliminarlo del tutto) potrebbe invece considerevolmente aumentare le probabilità di soffrire di problemi coronarici.

A giungere a questa conclusione è stato un gruppo di ricercatori della John Hopkins University School of Medicine (Baltimore, Stati Uniti) al termine di uno studio condotto su 11.351 adulti con un’età media di 60 anni, monitorati ogni anno per 19 anni per registrare l'insorgenza di eventuali patologie cardiovascolari (durante il follow-up si sono verificati 1.693 ricoveri e 57 decessi per insufficienza cardiaca). Ogni sei anni ai partecipanti era stato anche fatto compilare un questionario per valutare i loro livelli di attività fisica, classificati come scarsi, mediocri o aderenti alle linee guida raccomandate dall'American Heart Association.

«In termini quotidiani, i nostri risultati suggeriscono che svolgere regolarmente 150 minuti a settimana di attività fisica da moderata a vigorosa, come per esempio camminare a ritmo sostenuto o andare in bicicletta, durante la mezza età può essere sufficiente a ridurre del 31% il rischio d'insufficienza cardiaca - spiega Chiadi Ndumele, sulla rivista Circulation -, mentre passare da zero attività fisica ai livelli raccomandati nell'arco di sei anni, sempre durante la mezza età, potrebbe ridurre del 23% tale rischio». Il che significa che, grazie a un esercizio fisico moderato, si può ridurre il pericolo d’insufficienza cardiaca, una condizione per la quale «non esistono farmaci specifici per prevenirla e occorre quindi mettere in atto delle efficaci strategie a scopo precauzionale», come sottolineato dalla co-autrice della ricerca, Roberta Florido, sul Daily Mail.

«Non è mai troppo tardi per cominciare ad avvalersi di quell’insostituibile “farmaco” che è l'attività fisica, che però, per essere veramente efficace, va correttamente dosata e, soprattutto nei soggetti anziani, personalizzata e adattata alle esigenze e ad eventuali patologie - commenta Gianfranco Beltrami, specialista in Medicina dello sport e vicepresidente della Federazione medico sportiva, professore a contratto Università di Parma e San Raffaele di Roma, presidente Commissione Medica e Antidoping Federazione Italiana e Mondiale di Baseball e Softball -. Quanto allo studio, esso non è che l'ennesima conferma di quanto già ampiamente dimostrato sull’importanza dell’esercizio fisico anche in età matura nella prevenzione delle patologie cardiovascolari e nel mantenimento di una buona salute generale. Del resto l'uomo ha il movimento nel suo Dna, per questo motivo, quando subentra la sedentarietà, è facile che insorgano delle patologie e questo vale anche per le persone in passato molto attive, come per esempio gli ex atleti di alto livello che, a distanza di pochi anni dalla fine dell’attività agonistica, tendono ad ammalarsi se diventano sedentari e adottano stili di vita scorretti».

CORRIERE.it

 

 

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