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LO SPORT IN RICETTA: QUANDO L’ATTIVITÀ FISICA È AL POSTO DEI FARMACI

April 16, 2018

Da 25 anni a questa parte gli studi ci indicano l'importanza dell'attività fisica per la prevenzione di buona parte delle malattie legate all’invecchiamento. Quello che è cambiato di recente, però, è il fatto che il movimento non viene più solo consigliato, ma inserito in ricetta, seguendo indicazioni specifiche per tipologia di esercizio, intensità e durata, a seconda dell'età e delle condizioni fisiche dei soggetti.

Per incentivare l'esercizio di recente si sono moltiplicate iniziative ad hoc, come le "palestre della salute", itinerari di urban city health (salute in città) e convenzioni tra strutture ed enti pubblici, per favorire l'attività fisica sotto controllo medico.

La prima a sperimentare l'attività fisica come vera terapia sostitutiva di farmaci è stata Strasburgo, dove nel 2012 il Sindaco ha approvato un piano per contrastare la sedentarietà dei propri cittadini: attraverso la prescrizione di sport da parte dei medici di famiglia in ricette rimborsabili, gli utenti del servizio sanitario usufruiscono di strutture dove praticare esercizio fisico, esattamente come se si recassero in farmacia ad acquistare farmaci terapeutici.

In Italia l'Emilia Romagna è stata la prima a prevedere le "Palestre che promuovono salute" o palestre "etiche". L'idea di fondo è quella di mettere a disposizione dei cittadini degli spazi nei quali praticare esercizio fisico sotto controllo medico, con il supporto di valutazioni periodiche da parte di servizi di Medicina dello Sport e Promozione dell'Attività Fisica delle USL e su indicazioni dei medici di base, tramite ricettario del Sistema Sanitario Nazionale.

Sull'esempio dell'Emilia anche la Lombardia ha introdotto nel 2017 le "palestre della salute". Lo stesso vale per il Veneto, dove l'apposita normativa regionale del 2015 sta diventando realtà in questi mesi.

L'obiettivo, in Lombardia come in Veneto e in realtà analoghe come il Piemonte e la Puglia dove sono stati avviati progetti analoghi, è quello di arrivare a rimborsare queste attività al pari dei farmaci, a seconda del tipo di malattia e della fascia di reddito a cui il paziente appartiene.

In Liguria è stato pensato uno specifico "Ricettario dell'attività fisica", una sperimentazione promossa dalla Asl 4 Chiavarese, con la collaborazione dei medici di Medicina Generale. Il meccanismo di fondo è che il medico di base o lo specialista prescriva quale e quanta attività fisica un cittadino debba seguire, su un'apposita ricetta.

In Alto Adige è in vigore il programma "Attività fisica su prescrizione". In base all'indicazione terapeutica del medico curante si sceglie il corso più adatto, tra quelli AFIP (Attività Fisica su Prescrizione), che hanno una valenza ed efficacia pari a quella di una terapia farmacologica. Dal momento che la prescrizione non rientra ancora tra le prestazioni sanitarie rimborsabili, il costo dei corsi è a carico degli utenti, ma sono state previste diverse convenzioni, a seconda delle realtà locali.

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